Processionarie: rimedi e prevenzione

processionarie

La Processionaria del pino è un insetto appartenente all’ordine dei lepidotteri e le sue origini sono strettamente legate alla famiglia delle Notodontidae. Il nome “processionaria” deriva dalla principale caratteristica di questi insetti che è quella di muoversi sul terreno a fila indiana, creando una sorta di “processione”. Le specie più note in Italia sono la Thaumetopoea pityocampa, detta anche Processionaria del pino e la Thumetopoea processionea, detta anche Processionaria della quercia. Si tratta di uno degli esseri viventi più dannosi in assoluto per gli alberi poiché, attaccandosi alle foglie, ne distrugge completamente la struttura.

Le piante più colpite dalle processionarie sono il pino, i larici e i cedri. Il rischio più grande che deriva dalla presenza di questi insetti, oltre alla defogliazione, è la completa morte degli arbusti e costituisce anche un grave pericolo per la salute dell’uomo e degli animali, dei cani in particolar modo. In questi ultimi si può verificare una forte reazione allergica, causata dai peli urticanti e velenosi che le processionarie presentano quando si trovano allo stato larvale.

Per i danni alla salute dell’uomo, legati alla puntura di Processionarie, si segnalano manifestazioni cutanee di arrossamenti e prurito e shock anafilattico nei casi più gravi. Questo insetto è presente soltanto nei periodi più freddi dell’anno, in quanto la restante parte del tempo rimane sotto terra in versione bozzolo.

Rimedio efficace contro le Processionarie: la disinfestazione da personale qualificato

La caratteristica principale della Processionaria del pino è che si tratta di un vero e proprio bruco che si ciba della pianta ospitante e si riproduce sulla stessa deponendovi nuove uova. Come la maggior parte dei bruchi, anche le Processionarie si muovono a gruppi di larve, che sono capaci di distruggere gli aghi del pino in poco tempo, provocandone velocemente persino la morte.

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Sebbene la rimozione degli annidamenti di questi insetti possa sembrare realizzabile anche col metodo Fai da te, in realtà per eliminare del tutto i rischi legati alla presenza delle Processionarie è necessario affidarsi a personale esperto del settore, che abbia le competenze necessarie del caso. I tecnici che si occupano di disinfestazione conoscono esattamente l’insetto e riescono ad identificare per tempo lo stato di salute della pianta.

Questa valutazione consente loro di scegliere il metodo d’intervento migliore sulla base del grado di gravità rilevato, evitando così che si possano verificare ulteriori danni all’arbusto.

Le Processionarie: in quali periodi dell’anno intervenire?

Il periodo in cui la processionaria risulta particolarmente pericolosa è quello che va dagli inizi di Marzo alla fine di Aprile, quindi la Primavera. In questo arco temporale le larve abbandonano i loro nidi lasciando denudato il manto di peli urticanti. Sono proprio questi peli a causare problemi ai cani che vi vi si trovano a contatto accidentalmente, o all’uomo.

Ecco perché risulta essenziale intervenire prima che tutto questo accada, esattamente nei periodi invernali quando ancora la larva non ha lasciato il nido. La tecnica di rimozione delle processionarie in questa fase consiste nella troncatura delle estremità della pianta infestata.

Come prevenire la comparsa di processionarie

In Primavera o in Estate, alla prima comparsa del bruco sulle foglie, prima che si passi alla disinfestazione della pianta già colpita dalle processionarie, si possono adottare alcuni accorgimenti utili che fungono da efficaci strumenti di prevenzione. L’uso di alcuni prodotti chimici in questo caso può essere di grande aiuto. Esistono insetticidi biologici che agiscono rapidamente con effetto bloccante, impedendo l’attività trofica delle larve.

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L’insetticida maggiormente in uso è composto dal Btk, Bacillus thuringiensis kurstaki, un batterio sporigeno molto efficace. Questo va diffuso per via aerea per mezzo di un atomizzatore, previa protezione di sicurezza. Questo intervento preventivo, come qualunque altro, deve essere parimenti compiuto da personale altamente qualificato.

In alternativa, possono utilizzarsi le trappole ai ferormoni. Di norma, vanno installate nel periodo di Giugno e risultano a basso impatto ambientale. Sono realmente efficaci, però, soltanto se il danno è limitato ad una ridotta porzione di piante. L’azione mirata di queste trappole è quella di interrompere le capacità procreative dell’insetto.